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Interrogazione sul detenuto romeno morto a Lecce |
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Martedì 15 Maggio 2012 14:59 |
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Al Ministro della Giustizia
MELIS, RIA, TOUADI
Per sapere; premesso che:
- Domenica, 13 maggio, all’ospedale “Vito Fazzio” di Lecce, è deceduto il detenuto romeno Virgil Cristian Pop, dopo uno sciopero della fame di 50 giorni. Il Pop era stato trasferito dal carcere di Lecce, dove scontava una pena cumulativa di 18 anni per piccoli reati, in gravi condizioni cinque giorni prima del suo decesso;
- precedentemente risulta che Pop era stato detenuto presso l’OPG di Aversa
- secondo dichiarazioni rilasciate al sottoscritto dal vice-direttore del carcere, Dott. Giuseppe Renna, il detenuto è stato seguito durante lo sciopero della fame, come da protocollo, con ripetute visite mediche e psichiatriche, onde accertarne le condizioni;
- a conoscenza del Dott. Renna, il detenuto non aveva in Italia parenti, né conoscenti che lo abbiano visitato in carcere.
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Anime Prigioniere, promuovere l'inclusione sociale |
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Domenica 06 Maggio 2012 00:00 |
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Sassari - Uscire dall'isolamento del carcere, favorire condizioni di reinserimento attivo della persona detenuta e il coinvolgimento solidaristico della comunità sociale. Questi i temi centrali affrontati dal volume di Antonio Turco "Anime prigioniere" che sarà presentato il 7 maggio alle 17 nell'aula "Eleonora d'Arborea" in Rettorato. L'autore, responsabile delle attività culturali presso la Casa di Reclusione di Rebibbia e responsabile nazionale del settore politiche sociali dell'AICS-Associazione Italiana Cultura e Sport, e fondatore della compagnia teatrale penitenziaria Stabile Assai, in attività da oltre trent'anni, propone un innovativo modello di "pedagogia sociale" fondato su un approccio multiagency, di promozione delle reti territoriali e di partecipazione della collettività nelle azioni di reinserimento e inclusione. Fondamentale, in questa visione, è l'apporto del terzo settore, del cooperativismo sociale e autoimprenditoriale, capaci di attrarre risorse attraverso la costituzione di network sociali e istituzionali. Il volume intende offrire una visione ampia della condizione detentiva, rivisitando, alla luce dei più recenti sviluppi in materia di promozione e inclusione sociale, la funzione degli operatori penitenziari come agenti di pedagogia sociale. Il modello pedagogico-sociale descritto da Turco si dipana e compenetra diversi livelli: l'individuo con le sue competenze socio-cognitive, emozionali e di relazione, il gruppo e la comunità di appartenenza che sottendono alla cultura, ai ruoli, alla leadership, ai processi di reciproco influenzamento, i contesti socializzativi, normativi e socio-istituzionali.
Il dibattito sarà moderato dall'onorevole Guido Melis, membro della Commissione Giustizia alla Camera dei deputati. Oltre all'autore, interverranno Maria Antonia Vertaldi, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Sassari e Patrizia Patrizi, ordinaria di Psicologia sociale e giuridica dell'Università di Sassari. Porteranno i saluti dell'Ateneo il rettore Attilio Mastino e la Direttrice del Dipartimento di Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione e Ingegneria dell'Informazione Antonietta Mazzette.
Sardies.org |
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CARCERI: MELIS (PD), AUTORITA' ROMENE DOVEVANO ESSERE INFORMATE SU MORTE DETENUTO |
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Martedì 15 Maggio 2012 14:58 |
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(AGENPARL) - Roma, 15 mag - "Il Ministro degli Esteri Romeno, Andrei Marga, ha dichiarato ieri che le autorità diplomatiche romene non sarebbero state informate sulla situazione di salute del detenuto romeno, Virgil Cristian Pop, deceduto a Lecce, dopo uno sciopero della fame durato 50 giorni", - dichiara in una nota il deputato PD, Guido Melis, presidente del Gruppo Interparlamentare di Amicizia Italia-Romania. "In base alla normativa vigente - continua Melis - i familiari in Romania e le autorità consolari romene in Italia avrebbero dovuto essere informati allo scopo di mettere in atto, pur nel rispetto della volontà dl soggetto, tutte le strategie atte a dissuaderlo dall’esito estremo del suo atteggiamento, cosa che a detta del Ministro degli Esteri Romeno non è stata fatta". "Visto che, a quanto appurato, nelle stesse condizioni (sciopero della fame) si trovano altri 35 detenuti, ho presentato insieme ai colleghi Ria e Touadì un'interrogazione al ministro della giustizia per capire cosa succede esattamente nelle carceri italiane e, infine, se i diritti dei detenuti (in questo caso stranieri) non siano di fatto, in simili casi, conculcati", conclude la nota. |
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Le ragioni per cui voterò si ai referendum regionali |
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Giovedì 03 Maggio 2012 00:00 |
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Voterò "sì" a tutti i quesiti referendari del 6 maggio. Sono da sempre contrario alle province posticce, create solo per accrescere il numero delle poltrone da lottizzare. Di più: da molti anni (un tempo era una posizione del Pds, parlo degli anni Ottanta) dubito che la provincia in quanto tale abbia ragione di sussistere nel sistema attuale delle autonomie. E' un antic vizio italiano quello riassumibile nella massima che in campo istituzionale tutto si crea ma nulla si distrugge. Così il reticolo delle Regioni, tardivamente attivato con l'istituzione delle Regioni ordinarie negli anni Settanta, nn ha comportato come avrebbe dovuto una revisione della geografia delle province; così le province stesse continuano ad essere quali erano nel 1865, quando furono definitivamente istituite dallo Stato post-risorgimentale. Guardate la cartina geografica delle province italiane: scoprirete che sono segnate da confini arzigogolati, non lineari, diversi per estensione e articolazione sul territorio. E' l'effetto della scelta compiuta nell'Ottocento, quando si decise di scartare il modello napoleonico (in Francia i dipartimenti erano stati tracciati con la squadra e il righello, linee rette, quadrati e rettangoli) e su preferì tenere conto della complicata geografia amministrativa ereditata dall'Antico Regime. Oggi quella geografia amministrativa sopravvive, ma men che mai corrisponde alla realtà. Ferrovie, autostrade, strade statali e provinciali solcano i territori, avvicinano tra loro pezzi delle varie province, magari isolandone altri. In Sardegna ad esempio sarebbe vano calcolare le distanze tra capiluoghi di provincia e periferie in termini chilometrici. Bisognerebbe, ad essere seri, vedere come sono fatte le strade, dove passano, come sono transitabili d'inverno, quante ore effettive ci vogliono per andare da un punto all'altro della stessa provincia.
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